Studio aperto
Oggi mi sono visto lo studio aperto delle 12.30. Cioè, ho visto i primi due servizi, dopo ero troppo incazzato. Apriva con la notizia del 14enne bruciato vivo nell'area ex-Falk si Sesto. Impostazione pietistica, degna di chi inveisce contro i poveri ma quando succedono certe cose deve mostrare dei sentimenti umanitari. Degna di Studio Aperto. Casi di cronaca falsati: l'incendio di baracconi (come qua nell'emilia chiamano le giostre) un paio di settimane fa in cui sono periti un ragazzo e una ragazza adolescenti fatto passare per tragedia della povertà (peccato che fossero i figli dei giostrai e si fossero rifugiati lì a pomiciare e che quindi con la povertà c'azzeccasse una sega), il rogo di Livorno dell'anno scorso in cui perirono 5 bambini rom (fatto passare per incidente quando molto probabilmente è stato doloso). Poi una spippata finale sugli invisibili esclusi dalla società.
A questo punto io mi incazzo, perchè, giuda di un cristo, non è possibile che un telegiornale impegnato sistematicamente a sparare merda sugli ultimi, sugli esclusi, sui non conformi, bollati come criminali, deviati e indesiderabili, mi faccia un pippone sulla povertà. Perchè lor signori di studio aperto sono dei bastardi pronti a sfruttare i casi di cronaca nera per fare audience con interviste a parenti, amici, cani, gatti e porci dei morti, con delle fottute musichette drammatiche in sottofondo. Perchè lor signori di studio aperto lucrano sulle disgrazie altrui. Perchè lor signori di studio aperto diffondono xenofobia, razzismo, classismo, sessismo. Perchè con le loro stupide rubriche tipo Lucignolo diffondono la cultura del consumo. Perchè sono un perfetto ingranaggio del sistema che costringe milioni di persone ad abbondonare i loro luoghi di origine per andare nel nord del mondo. Del sistema totalitario (mi sto sempre più convincendo che il capitalismo sia un totalitarismo) che fa si che si crepi su una carretta del mare, nel doppiofondo di un tir, in un dormitorio improvvisato, sul lavoro, in carcere.
No, bastardi di Studio Aperto, abbiate il coraggio di essere razzisti fino in fondo, rappresentate i sentimenti della gente (la famosa tv fatta dalla gente per la gente): dite che in fondo, oltre il velo delle lacrime da servizio televisivo, non ve ne fotte niente se c'è chi crepa in questo modo. Dite che la vostra macchina è più importante. Che è più importante il vostro ostentato benessere basato sulla miseria.
Io fino a qualche anno fa avevo un concetto idealistico del giornalista, impegnato a scoprire la verità, a smascherare i retroscena e difendere le libertà. Io mi sono accorto, grazie al lavoro di molti giornalisti che è un lavoro perlopiù da puttane intelettuali.




d'accordo su tutto tranne su un punto: studio aperto non è un telegiornale, probabilmente è una fiction.
Inviato da Link — 24 Set 2008, 18:55