humanoide

In ogni caso nessun rimorso

Generale — Inviato da humanoide @ 17:59

Rabbia. Il primo sentimento che salta su è la rabbia. Rabbia per 24 condanne, rabbia per 10 di esse che sono pesantissime (dai 6 agli 11 anni), rabbia per tutte le menzogne, per i commenti dei politici che si ritengono soddisfatti delle condanne, rabbia per i politici che dicono che sono ingiuste perchè di mezzo ci sono finiti chi non ha devastato la città ma chi ha manifestato pacificamente, continuando ad alimentare il circolo vizioso della dictomia violenza/non violenza e della paranoia dell'infiltrato anarchico cattivo e provocatore. Rabbia perché se avessi avuto qualche anno in più avrei rischiato di rimanerci dentro anche io in quella storia. Rabbia per come i giornalisti trattano certi argomenti, rabbia perché non giungono mai al nocciolo della questione. Ovvero che si rischiano 11 anni di galera per una molotov contro un portone del carcere, o che si rischia di morire per aver voluto manifestare e difendere il proprio diritto a farlo, che la nostra rcchezza si basa sul nostro stesso sfruttamento e sulla schiavitù mentale (emancipate yourself from mental slavery cantava un mai abbastanza compianto musicista) e sullo sfruttamento ben più pesante di miliardi di altre persone. Rabbia per come molte persone siano cieche davanti a quello che accade e non vogliano guardare neanche quando le informi. Ma d'altra parte se spacchi una vetrina sei un criminale, se la banca che possiede quella vetrina traffica in armi si dice che gli affari sono affari.

E se gli dici questo ti dicono che sei il solito noglobal violento. Quando indichi la luna con il dito lo stolto guarda il dito. Rabbia.

Poi cerchi di analizzare la cosa freddamente, a mente lucida, e capisci che è stato creato un precedente giudiziario gravissimo, un precedente che apre le porte a possibilità di repressione spaventose (la sentenza deve ancora passare in giudicato, ma ho scarse speranze). E a quel punto entra la paranoia, perché anche tu ti sei trovato coinvolto in situazioni simili e non sai ancora come andranno a finire, perché dei tuoi amici si sono fatti il gabbio per l'undici marzo, perché altri hanno rischiato la pelle a Genova. Paranoia, rabbia. Odio. Odio per gli sbirri bastardi che svolgevano le cariche con i blindati e che neanche sono stati riconosciuti, odio per gli sbirri che massacrano i tuoi compagni, che devastano il mediacenter, odio per gli otto bastardi, odio per le banche e i negozi.

E poi quel sentimento di impotenza che pervade il tuo agire politico: avresti voglia di spaccare tutto, di prendere a calci Sgobio del Pdci e la Bertolini di Fi, di prendere il mondo e rovesciarlo come un calzino, di uscire per strada e gridare quanto faccia schifo questo sistema, gridare il tuo odio, di gridare il tuo amore per qualcosa di diverso. E non puoi. Perché se lo fai vieni incarcerato, ucciso, massacrato, denunciato. Non puoi sopratutto perché la massa non ti segue. E allora ti viene voglia di andartene in una comune anarchica in campagna. Ma sarebbe la soluzione? Secondo me no.

Forse dovremmo rivedere le modalità di manifestare, forse dovremmo rivedere il nostro concetto di “movimento”, il nostro modo di comunicare con altre realtà politiche. Ma intanto 24 persone hanno la loro vita devastata per aver voluto opporsi ad un sistema di merda.

Vaffanculo, sbirri, giudici, politici, banchieri, industriali. Vafanculo. Non so neanche cosa augurarvi, ma in ogni caso spero che arriverà il giorno in cui, voi, maledetti bastardi la pagherete, cara e tutta per riesumare un vecchio slogan. E spero che quel giorno sia oggi.

Ma magari non sarà neanche così. L'escatologia fotte sempre. Probabilmente cambieranno solo i padroni, ma il sistema rimarrà quello. E allora, forse, mi ritirerò in campagna, perchè la lontanza è l'unica vendetta, è l'unico perdono. Oppure succederà qualcosa e riusciremo a spazzare via questa merda. Speriamo.

comunicato di supporto legale sulle condanne

notizia delle condanne data da supporto legale 


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