Proiezione del film (((i))) a Bologna
Negli ultimi tempi si assiste sempre più spesso a lettere indignate sui quotidiani che accusano vari videogiochi, in cui uno fa la parte del mafioso, di diffondere la violenza. Per quanto mi faccia schifo l'idea di un qualcosa distribuito a scopo commerciale e di spettacolo per una volta difenderò questo genere di videogiochi, non perchè mi piacciano ma perchè attaccare loro nella chiave che usano i vari censori ben pensanti significa coprire un tipo di violenza ben più grave e reale.
I vari intelettualoidi blaterano della violenza indotta da questi videogiochi facendo voli pindarici che li portano a collegare bullismo e videogiochi. Poveri stronzi. Dimenticano forse che noi viviamo in una società in cui i rapporti sono regolati dalla violenza? Dimenticano che il sistema economico capitalista è fondato sulla violenza? Dimenticano ciò?
Credono veramente che giocare ad un videogioco possa portare un ragazzo ad agire come agiscono nei videogiochi? Se così fosse io in questo momento starei tentando di comandare un gruppo di uomini armati di spadoni e li lancerei all'attacco del vicino di casa (sono un accanito giocatore di age of empire 2). Forse pensano che un video gioco influisca più di una famiglia, dove i rapporti sono quasi sempre regolati con la violenza (la violenza mica è solo fisica), o della scuola dove il rapporto alunno/insegnante è di per sè violento (nella stragande maggioranza dei casi almeno è così).
E poi vengono dire che i videogiochi* istigano alla violenza?!
Questa stronzata dei videogiochi istigatori di odio è uno specchietto per allodole, che fa in modo che non si capisca che cosa generi la violenza: l'autorità e i rapporti gerarchici.
*sicuramente di pessimo gusto, comunque
il video è stato girato da un mediattivista romano, nelle ultime immagini i poliziotti gli spaccano la telecamera con una manganellata. fanculo, walter .
Se mi chiamassi Cattelan (che per vostra informazione è uno che fa cose di questo tipo) adesso sarei ricco dato che mentre toglievo la polvere ho riordinato la collezzione di pacchetti di sigarette in questo modo (adesso la meravigliosa creazione è posta sulla cassettiera multicoloree):
ma purtroppo non mi chiamo Cattelan...
La buona notizia
Il 5 Dicembre 2006, il Ministero della Difesa ed il Ministero delle Telecomunicazioni hanno raggiunto un primo accordo per liberare le frequenze necessarie al Wi-MAX (ora usate dai militari per i loro radar) e renderle disponibili alle applicazioni civili.
Potete trovare tutte le informazioni del caso a queste URL:
http://www.difesa.it/Sala+Stampa/comunicati-stampa-ministro-difesa-dettaglio.htm?DetailID=1578
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1799182
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1832760
Ad una prima occhiata, sembrerebbe che il Wi-MAX sia alle porte. Quasi.
La cattiva notizia
Contemporaneamente alla notizia dell'accordo si è anche scoperto che esiste l'intenzione di assegnare le frequenze disponibili del Wi-MAX agli operatori commerciali interessati seguendo la stessa strada già seguita per l'assegnazione delle frequenze UMTS: una bella asta pubblica.
Un google bombing per far sentire la nostra voce
A questo punto, molte associazioni, tra cui AntiDigitalDivide ed il Partito Pirata, si sono messe in allarme. Alla fine, per far sentire la nostra voce, abbiamo deciso di organizzare un Google Bombing.
Potete trovare qualche approfondimento a queste URL:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1837781
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=5306&numero=999
Perchè le aste non sono una buona idea
Il motivo per cui le aste pubbliche per le assegnazione delle frequenze sono diventate evidenti a tutti dopo l'episodio dell'UMTS: l'alto costo delle licenze è ricaduto sugli utenti ed ha trasformato una tecnologia tutto sommato a basso costo (niente cavi, niente scavi, etc.) in un costoso gicattolo per ricchi. In quella occasione si è persa l'occasione di liberarsi del monopolio Telecom sulla rete fisica e di dare vita ad una ricca comunità di piccoli e medi WISP (Wireless Internet service Provider) che avrebbe avuto effetti molto positivi sulla concorrenza e sui prezzi.
Di fatto, l'assegnazione delle frequenze con il meccanismo delle aste rafforza il potere del più forte e consolida gli oligopoli esistenti, escludendo dal mercato gli operatori più piccoli e più nuovi.
Un meccanismo alternativo di assegnazione delle frequenze
Dopo questa triste esperienza è diventato chiaro che occorre un meccanismo di assegnazione delle frequenze diverso da quello delle aste, un meccanismo che non sia di tipo economico.
Si possono ipotizzare molti meccanismo di questo tipo, dal sorteggio alla condivisione delle frequenze tra più operatori, alla creazione di una fondazione pubblica che si occupi delle infrastrutture e le noleggi a prezzi politici agli operatori. Quello che conta è che sia un meccanismo aperto a tutti.
Il rischio rappresentato dal precedente UMTS
Ovviamente, se ora il nostro governo decidesse di assegnare le frequenze Wi-MAX con un meccanismo diverso da quello delle aste, le aziende che a suo tempo hanno acquistato le licenze UMTS a suon di miliardi si troverebbero a doversi confrontare sul mercato con una miriade di nuovi operatori che hanno ottenuto le licenze Wi-MAX quasi gratis e che sono tecnicamente in grado di offrire alla clientela dei servizi quasi identici a quelli dell'UMTS. La resistenza di queste aziende sarà sicuramente molto elevata.
Tuttavia, è proprio questo che deve succedere: le grandi aziende hanno avuto la loro occasione con l'UMTS (diversi anni di vantaggio) ed ora devono cedere il passo a tecnologie ed a operatori più adatti alla realtà del mercato ed alle esigenze del paese.
Perchè un Google Bombing
Ovviamente, come utenti non abbiamo nessuna voce in capitolo. Queste scelte vengono prese sopra la nostra testa. Non ci resta che rassegnarsi e mettere ancora una volta mano al portafogli.
La nostra unica speranza è quella di far sapere ai nostri rappresentanti politici, ai loro consulenti ed ai giornalisti che sappiamo quelli che sta succedendo, che non siamo d'accordo e che alle prossime elezioni chi appoggia questo insano meccansimo di assegnazione dovrà fare i conti con il nostro risentimento.
Per ottenere questo risultato abbiamo deciso di mettere in atto una azione di Google Bombing.
Come noto, Google elenca i siti web in base alla loro popolarità. Quanto più un sito viene citato da altri siti, tanto più in alto viene elencato da Google. Il Google Bombing consiste nel rendere deliberatamente molto popolare un sito web (od una singola pagina) creando molti altri siti web ed inserendo in ognuno di essi un articolo ed un link che faccia riferimento al sito, od alla pagina, che si vuole rendere popolare.
Si tratta di una tecnica del tutto legittima, del tutto corretta, ben conosciuta e di successo quasi garantito se si dispone di una comunità abbastanza ampia.
La nostra speranza è quella di riuscire a fare in modo che nei prossimi mesi chiunque usi Google per cercare il termine Wi-MAX finisca per inciampare in una pagina che contiene le nostre lamentele e le nostre osservazioni al riguardo. Più esattamente, la nostra speranza è che inciampino in questa pagina i consulenti dei nostri uomini politici ed i giornalisti. Questo ci permetterebbe di alzare di molto il livello il livello di "awarness" attorno a questo problema e di far arrivare ai nostri politici un chiaro messaggio riguardo alle nostre opinioni.
Come si fa un Google Bombing
Fare un Google Bombing è piuttosto semplice:
<a href="http://www.partito-pirata.it/?q=node/49">Wi-MAX</a>
<a href="http://www.partito-pirata.it/liberate_il_WIMAX.html">Wi-MAX</a>
(Il primo link mostra il sito del Partito Pirata con la pagina in questione. Il secondo link mostra solo la pagina "nuda").
Il risultato
Sulla vostra pagina web, il risultato visibile all'utente sarà un link come uno dei due seguenti.
Wi-MAX (Link al sito del Partito Pirata)
Wi-MAX (Link alla pagina "nuda")
Tra qualche settimana, se riusciremo a raccogliere abbastanza consensi, cercando "Wi-MAX" su Google, la pagina in questione dovrebbe apparire tra le prime dieci dell'elenco. Dovrebbe essere quasi impossibile non vederla e non leggerla.
Come contattarci
Per qualunque necessità, ci potete contattare sulla mailing List del Partito Pirata (http://www.piratpartiet.it/iscrizione.php) o potete contatatre l'autore di queste note a questo indirizzo: alessandro.bottoni@infinito.it .
Licenza
Questa pagina è disponibile sotto licenza GFDL. Può essere copiata e riutilizzata sul vostro sito per creare il link necessario per il Google Bombing. Non occorre fare nessuna modifica.
Finalmente dopo 15 mesi la procura di Ferrara ha deciso di rinviare a giudizio i quattro responsabili della morte di Federico Aldrovandi. La notizia circolava già da ieri ma non era stata resa ufficiale. Oggi sono stati diramati gli avvisi. Gli imputati, i quattro poliziotti che nel settembre 2005 pestarono a morte Federico Aldrovandi, hanno 20 giorni di tempo per fare ricorso.
I capi di imputazione non sono stati decisi ma leggo negli avvisi che sono imputati di: 1)avere omesso l'intervento di personale sanitario 2)avere imprudentemente ingaggiato una collutazione picchiando violentemente Federico, nonostante la superiorità numerica, di averlo percosso fino a spezzare due manganelli e di avere continuato il pestaggio anche dopo l'ammanettamento 3)di non avere soccorso Aldrovandi oramai agonizzante e di averlo mantenuto ammanetato steso a faccia in giù rendendone ancora più difficoltosa la respirazione causandone il decesso. Si configurano probabilmente i reati di omicidio colposo e omissione di soccorso.
A me del fatto che costoro finiscano in galera non interessa. Sono anarchico, quindi contro il carcere. Non ho neanche una forma di fiducia nelle forze dell'ordine che mi faccia pensare che queste siano delle mele marce. Se avete seguito un minimo la vicenda visarete accorti che il marcio è un po' dappertutto, e questo è un caso tragico ma particolarmente esplicativo. A me interessa che venga appurata la verità, che questi assasini vengano sputtanati davanti alla pubblica opinione (caso mai non fosse distratta a guardare il culo della velina di turno).
documenti: http://humanoide.noblogs.org/resource/varie/preview-med/Email1_edit.jpg
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